Ernesto Guevara



Ernesto Guevara nasce il 14 Giugno 1928 a Rosario(Argentina) dall'unione di un facoltoso architetto di discendenza ispano-irlandese, Rafael Guevara Lynch, con Celia della Sierna, una sorta di "pasionaria" femminista, socialista e anticlericale. A un anno di et� Ernesto contrae una violenta forma di asma che lo tormenter� tutta la vita. Terminato il liceo, nel 1947 Ernesto si iscrive alla facolt� di medicina. Ma all'universit�, pi� che ai testi di fisiologia, si appasiona all'organizzazione della fronda contro il regime. Nel 1952, dopo numerosi scontri con la polizia, parte in motocicletta, insieme al suo amico Alberto Granado, per un viaggio di 4500 Km attraverso l'America Latina. Alla fine del tour, in Venezuela, s'imbarca su un aereo per Miami, ma viene bloccato dalla polizia di frontiera USA che lo rispedisce in Argentina. Terminati gli studi nel '53, Guevara rifiuta di arroluarsi nell'esercito peronista e sceglia la via dell'esilio. Soggiorna in Bolivia, Ecuador e Per�, infine raggiunge il Guatemala. Qui incontra Hilda Greda, che sposer� un anno pi� tardi in Messico( e dalla quale avr� una figlia, Hidita). E sar� proprio Hilda, una sera dell'inverno'55, a presentare il Che ai fratelli Raul e Fidel Castro, appena rilasciati dalle prigioni del dittatore cubano Batista. Il 26 novembre 1956 il Che salpa alla volta di Cuba( sul veliero Granma) con 81 uomini. Guevara diventa, con Fidel e Camilo Cienfuegos, uno dei tre leader della rivoluzione: sar� lui, nel '58, a sconfiggere Batista nella battaglia di Santa Clara. Nel gennaio '59 finisce la guerra, in maggio Che ottiene la cittadinanza cubana e divorzia dalla moglie. Un mese pi� tardi sposa la ventiquattrenne Aleida March dalla quale avr� 4 figli. Durante la sua permanenza a Cuba, Guevara ricopre le cariche di presidente dell'istituto della riforma agraria, governatore della Banca nazionale e ministro dell'industria(1961-64). Ma il suo sogno � esportare la rivoluzione e, nel marzo 1965, va nell'ex Congo Belga per addestrare i guerriglieri contro i mercenari di Mois� Ciomb�. Al rientro dall'Africa, nel novembre del'66 il Che tenta di creare focolai rivoluzionari in Bolivia. Ma la sua azione non ottiene l'appoggio dei contadini ed � abbondanato anche dal partito comunista, mentre le truppe regolari, addestrate dagli Stati Uniti, gli danno la caccia. La sparatoria finale avviene il 7 ottobre '67, nei pressi di Kara Kara. Ferito a una gamba, il Che si arrende ai ranger del tenente Galindo. Trasferito a La Higuera, viene ucciso il 9 ottobre. Il suo corpo, trasportato in elicottero a Vallegrande ed esposto sul marmo di una lavanderia, viene fatto sparire. Il 15 ottobre Fidel Castro annuncia all'Avana la morte del Che. Nel luglio del 1997 in una fosse comune a Vallegrande, lo scheletro del Che viene ritrovato e portato a Cuba.

Cuba festeggia tra poster e celebrazioni il trentesimo anniverasrio della morte

SANTA CLARA (Cuba) - Gli occhi scuri di Che Guevara osservano i cubani dalle magliette, dai poster, i murales, le facciate degli alberghi. La sua icona � ovunque a Cuba, anche nei baracchini delle stazioni dell'autobus. Gli slogan che accompagnano il faccione del "barbudo" sono quelli che si sono propagati in tutto il mondo: "Il popolo unito non sar� mai vinto", "Fino alla vittoria, sempre!", e cos� via. Per celebrare il 30esimo anniversario della sua morte sono stati organizzati incontri, dibattiti, testimonianze, il meglio del materialismo dialettico. La settimana scorsa all'Avana si � tenuto un simposio con 30 testimonianze "di persone che l'hanno conosciuto". E il presidente del Parlamento, Ricardo Alarc�n, ha ricordato che mai come oggi i valori del Che sono importanti per la rivoluzione cubana: "Una cura contro il veleno dell'individualismo capitalista che si sta introducendo nella nostra societ�". Il riferimento, ovviamente, � diretto a quei cubani ai quali � stato concesso di aprire dei ristorantini privati (proibito servire pi� di 12 persone alla volta), di guidare taxi privati o di affittare camere ai turisti. Il governo si � gi� pentito di questa mossa, necessaria a risollevare un'economia zoppicante, ma che ha creato subito delle differenze economiche e sociali non accettabili per un regime comunista. Cos� il Parlamento ha subito approvato una serie di nuove tasse che costringono gran parte dei "neo-capitalisti" cubani a chiudere baracca e ritornare sotto l'ala protettiva del lavoro di stato (che spesso non paga pi� di 20 dollari al mese. Per questo ricordare Che Guevara nel giorno della sua morte, il 9 ottobre 1967, diventa un gesto importante non solo in nome del passato, ma soprattutto un segnale chiaro per il presente dei cubani. Il giornale ufficiale "Granma" pubblica giorno per giorno gli spostamenti nel bosco boliviano e le riflessioni del diario del Che 30 anni fa. La rubrica "Hoy en la Historia" d'oggi dice: "1967, il Che prevede di arrivare nella notte nella casa di un contadino nel bosco boliviano. L� manger�, si riposer� e riprender� la marcia fino ad Alto Seco". L'ossessione per il Che spesso colpisce subdolamente: un'inglese che abita qui da tempo confessa che suo figlio di 2 anni ha pronunciato la parola "Che" prima ancora di dire "pap�". In Bolivia � stato organizzato un tour a Vallegrande e a la Higuera dove fu arrestato e ucciso il Guerrigliero Eroico, con tanto d'intellettuali e scrittori, da Eduardo Galeano a Luis Sepulveda. Un fotografo italiano ha addirittura proposto un collegamento in mondovisione dall'Avana e concerti degli U2, Alanis Morrisette, e gli Oasis. L'avvenimento "Amigo Che", in teoria, prevedeva la partecipazione di Luciano Pavarotti, Peter Gabriel, Mick Jagger, Elton John. Gli hanno riso dietro. "Le autorit� cubane - spiega un diplomatico italiano - hanno resistito al tentativo di spettacolarizzare il Che e di trasformarlo in un gadget. Non vogliono che diventi soltanto un'icona dei ribelli di tutto il mondo. Qui a Cuba la figura di Guevara vuol dire molto di pi�". Santa Clara tra qualche giorno accoglier� centinaia di giornalisti e decine di migliaia di fedeli di Ernesto Guevara che verranno ad ascoltare il discorso di Fidel Castro. Al mausoleo non ancora completato, gli operai lavorano giorno e notte sotto ai riflettori alla base dell'enorme statua del Che, immortalato nel bronzo mentre s'incammina verso l'Avana, impugnando un fucile. A 50 metri, alla stazione di servizio "Hasta la Victoria Siempre" fanno il pieno le ruspe e i trattori che sollevano la terra per riasfaltare tutto. Arriveranno anche nuovi cimeli che s'aggiungeranno al suo pugnale da battaglia, la sua uniforme, le foto da bambino che da anni sono in esposizione al museo. Poi arriver� la scatoletta con i suoi resti che verr� posata personalmente da Fidel Castro. Un gesto simboliche che significa esattamente il contrario di quello che sembra: invece di seppellire la memoria del Guerrigliero Eroico, dell'argentino che � morto per la rivoluzione, il mausoleo rinnovato e la grande cerimonia servono a riesumare le sue teorie e la sua filosofia di vita, ricordando ai cubani che Cuba � ancora solidamente ancorata al passato.

La testimonianza di un ex guerrigliero medaglia d'oro all'onore militare

SANTA CLARA - Raul Alberto Acevedo ha 56 anni ma ne dimostra 70. Faccia rugosa color tabacco, occhi lucidi, una fessura al posto della bocca, passa le sue giornate lavando le auto dei turisti a Santa Clara. Camicia strappata, pantaloni consumati dalle cui tasche sbuca un fazzoletto e una bottiglia di rum. Nella piazza centrale di Santa Clara lo conoscono tutti, non si allontana mai pi� di tanto, perch� proprio su questa piazza Raul Alberto Acevedo si � guadagnato una medaglia all'onore militare, onorificenze e una casa. Era il dicembre del 1958 e le truppe del "Movimento 26 luglio" capeggiate dal Comandante Ernesto "Che" Guevara stavano eliminando l'ultimo ostacolo prima di calare sull'Avana: la citt� di Santa Clara, che all'epoca aveva 110 mila abitanti e che oggi ospita il mausoleo dove il 17 ottobre verranno seppelliti i resti del Che. �Proprio su questa piazza - racconta l'ex guerrigliero - mi sono preso una pallottola nel polpaccio. Ecco, guarda�. Alza il pantalone destro e mostra una cicatrice viola appena sopra alla caviglia. �I soldati di Batista uccisero i miei genitori. Avevo solo 17 anni, facevo il contadino. Presi il mio fucile e mi arruolai. In citt� mi conoscono tutti. Fu mio cugino, Enrique Acevedo, a chiedermi di salire su un'auto e girare a tutto gas nella piazza per snidare i cecchini dell'esercito di Batista. Dovevo fare da bersaglio mobile. Dopo il terzo giro, mi colpirono alla gamba. Eravamo sempre nella piazza quando arriv� la notizia che l'esercito aveva ammazzato El Vaquerito e tutto il suo "Squadrone Suicidi". Il Che allora ci disse: "Hanno ucciso un uomo che ne valeva mille. Dobbiamo farli fuori. Liberiamo Santa Clara e poi libereremo tutta Cuba". Abbiamo fatto deragliare un treno carico d'armi. Con quei fucili abbiamo fatto piazza pulita dei soldati. Adesso passo i miei giorni cos�, lucidando le auto di chi ha i "dolares". Ho una pensione dello stato, medaglie e decorazioni. Ma se resto a casa, comincio a pensare a tutti quei morti, al sangue. Allora preferisco la strada. Ho solo 56 anni e non voglio vivere nel passato, ma sono molto contento che riportino qui a Santa Clara i resti del Che: anzi sono super-contento�.


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